Caratteristiche
1.1. DESCRIZIONE Questa buona pratica consiste nell'abbandonare le fonti fossili e non rinnovabili, ma anche quei materiali la cui estrazione, lavorazione e trasporto hanno un impatto notevole in termini di consumo di risorse e inquinamento ambientale. Nella costruzione o nell'intervento sugli edifici vanno preferiti i materiali provenienti da siti produttivi limitrofi o quelli la cui lavorazione è ecologicamente corretta; rientrano in questa classificazione anche i materiali a bassa impronta di carbonio e quelli che hanno essi stessi un potere de-carbonizzante. 1.2. RILEVANZA PER GLI EDIFICI CIRCOLARI Da questa pratica della circolarità deriva un notevole cambiamento nel modo di scegliere i prodotti: nella filiera delle costruzioni prevale ancora una mentalità basata esclusivamente sul vantaggio economico e sulla riduzione dei costi, per cui si preferiscono prodotti con prestazioni ambientali inferiori se più economici; questi prodotti sono di solito anche quelli provenienti da Paesi in cui la produzione è più economica e quindi bisogna considerare l'impatto del trasporto, Il progetto CIRCULAR.BUILDINGS è cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. Projekt CIRCULAR.BUILDINGS sofinanzia Evropska unija v okviru Programa Interreg VI-A Italija-Slovenija. www.ita-slo.eu/circularbuildings Circular.buildings Circular.buildings che è molto significativo. Scegliere materiali locali evita questo inutile inquinamento, ma soprattutto innesca una reazione a catena che può creare ecosistemi industriali locali basati sull'economia circolare. Se i prodotti di cui si ha bisogno non sono disponibili localmente, scegliere quelli per i quali si ha la minore impronta di carbonio e il minor consumo di risorse permette di allinearsi al principio di circolarità di Reduce. 1.3. ASPETTI DELL'INNOVAZIONE Molti di questi prodotti sono il risultato della ricerca e dell'innovazione, in particolare dell'ottimizzazione dell'uso delle risorse nei processi produttivi con cui vengono realizzati. Per questo motivo, i principali stakeholders coinvolti in questa pratica sono le aziende produttrici, per le quali è necessario un cambiamento nei metodi di gestione e nella filosofia di filiera. Queste devono anche avere interesse a creare prodotti con il minor numero possibile di emissioni nocive, per garantire maggiori possibilità di riutilizzo anziché di riciclaggio, soprattutto senza conseguenze per la salute delle persone coinvolte nella fase di fine vita.